Le origini

Storia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane è un’associazione ONLUS, riconosciuta con DPR n. 922 del 13.08.1964, che conta ben oltre 130 sezioni presenti su gran parte del territorio. L’attuale Sede Nazionale si trova a Milano in via Catalani n. 73. 


Circa 50 anni fa, a Ventimiglia, non esisteva alcuna associazione animalista che provvedesse ai poveri cani randagi o presunti tali. Quando scampavano alla morte per fame e per stenti o incidenti sulle strade, li aspettava comunque una triste fine per eutanasia da parte dei Veterinari Sanitari dell’INAM, poi USL.

Infatti a quel tempo, per Legge, i cani erranti venivano raccolti dagli accalappiacani comunali, rinchiusi in apposite gabbie. Se dopo TRE giorni non erano reclamati dal legittimo proprietario, gli animali venivano soppressi. Questo rito tribale durò sino al 1991 quando, con l’approvazione della Legge Quadro n. 281/91 in materia di randagismo, entrò in vigore l’obbligo della costruzione di Canili Comunali o Comprensoriali ed il divieto della soppressione dei randagi, fatta salva l’attestazione ad opera di un Veterinario di malattia incurabile o di accertata mordacità.

All’epoca, dunque, solo l’azione spontanea di alcuni volontari salvò da sicura morte moltissimi cani. Gli animalisti, infatti, avevano “inventato” un rifugio per cani affittando uno stanzone presso Il Forte S.Paolo. Si trattava di una soluzione di fortuna che, tuttavia, permetteva di ricoverare e sfamare i cani randagi o abbandonati raccolti sulle strade.

Nel 1955 il gruppo di volontari animalisti, alla continua ricerca di salvare quanti più cani possibili e di migliorare le condizioni di vita dei loro protetti, riuscirono a trovare un piccolo appezzamento di terreno in zona Peglia . Lo recintarono con materiale di recupero e, sempre con materiale vario, crearono i primi box per il ricovero dei randagi che furono trasferiti dal precario stanzone di Forte S. Paolo al rifugio di zona Peglia, ove si trova tuttora. Quel rifugio non era certo ottimale, tuttavia era quanto i volontari potevano permettersi data la poca disponibilità finanziaria personale e la totale mancanza di contributi esterni.

E’ nel 1960 che l’E.N.P.A. Provinciale costituì a Ventimiglia una sottosezione, sotto la cui egida iniziò un più fortunato periodo per il gruppo di animalisti ed i loro protetti. Da quel momento in poi gli animatori ed i sostenitori di tutte le iniziative furono la Preside Sig.ra Margherita Marchis Romano, Angela Balestra, Alda Gradilone, Lorenzo e Francesco Bax, Giuseppe Balestra ed il dott. Roberto Gradilone.

Ed è proprio il dott. Roberto Gradilone che nel 1979, a seguito di difficoltà organizzative incontrate dall’ENPA, fondò la Sezione di Ventimiglia della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, assumendone la carica di Commissario.

Altri volontari, si avvicinarono alla nuova Associazione. Ricordiamo Volontari storici come Liliana Pinot, Anna Pallanca, la dr.ssa Verina Cecconi, Ezia Lorenzi, Nello Monda, Luciana Pisano, Danilo Roda, Liliana Lavagnino.

Il numero dei cani ricoverati aumentava, (in quel periodo il Rifugio contava almeno 40 cani). Diventava sempre più problematico reperire il denaro per il loro mantenimento e per le cure veterinarie. Mentre tutti i volontari e molti cittadini, in massima parte commercianti, sensibili al problema dei cani abbandonati, si autotassavano con il versamento mensile di quote fisse da 10.000 a 50.000 Lire: l’Associazione iniziò una dura lotta contro le Amministrazioni Comunali che all’epoca mostravano aridità di sentimenti, rifiutando di elargire anche minimi contributi.

Come se ciò non bastasse, nel 1984 le FF.SS., dovendo procedere al raddoppio della linea ferroviaria, pretendevano di sottrarre più della metà del terreno occupato dal Canile. Solo la minaccia di consegnare in Comune gli oltre 50 cani (tanti erano diventati nel frattempo) e di bloccare la strada di accesso ad opera dei volontari e dei cittadini, l’esproprio si ridusse a solo un terzo del terreno occupato, creando comunque non poche difficoltà funzionali come la perdita dell’immobile della cucina e dell’infermeria.

La situazione ebbe uno sbocco grazie alla sensibilità dei fratelli Consani che cedettero un buon appezzamento di terreno confinante per l’ampliamento del Canile.

Finalmente si arrivò al 1991. L’approvazione della Legge Quadro n . 281/91, segnò una svolta importante in difesa dei diritti dei randagi. Si obbligavano, infatti, i Comuni, alla costruzione di Rifugi per i randagi ed al loro mantenimento, impegno questo che le Amministrazioni Comunali fecero fatica a “digerire”. Ma la nostra Associazione, forte della nuova normativa, non si fece intimidire ed ingaggiò una dura battaglia per l’ottenimento del rispetto della legge. Dopo un susseguirsi infinito di riunioni, presso il Comune di Ventimiglia e gli Uffici USL, con i Sindaci e gli Assessori della Zona Intemelia, nel 1993 si cominciarono ad ottenere i primi sofferti contributi. Iniziò il Comune di Ventimiglia, quindi seguirono via via i vari Comuni della Zona Intemelia, grazie alla sottoscrizione di una convenzione elaborata dal nostro Volontario, all’epoca segretario della sezione, Ampelio Molinari.

Nel frattempo la nostra Sezione vedeva premiati il proprio impegno, la serietà e la sincera e disinteressata dedizione ai problemi di cani e gatti con la crescita del consenso popolare, sino a registrare la sottoscrizione di 400 Soci.

Nel 1993 si svolsero le votazioni per l’elezione del 1° Comitato Direttivo di Sezione. Risultarono eletti il dott. Roberto Gradilone- Presidente, Danilo Roda- Vice Presidente, Ezia Lorenzi- Tesoriere, Nello Monda-Membro, e Ampelio Molinari-Segretario.

Nel 1997 l’allora Sindaco di Ventimiglia, dott. Claudio Berlingero, e l’assessore Geom. Sergio Scibilia, presero a cuore i problemi del Canile e contribuirono, unitamente alla Regione Liguria, all’opera di ampliamento di altri 500 mq., portando così la superficie complessiva a ca. 1500 mq., idonea alla ricezione di n° 145 randagi e qualche decina di gatti.

Immancabile, come sempre, il contributo dei Cittadini della zona.

Ogni disponibilità finanziaria, eccedente le necessità della gestione quotidiana degli animali (alimenti, veterinaria ecc.) veniva impegnata in opere di miglioramento del Rifugio. Nacque così una nuova infermeria ed un magazzino per gli alimenti; venne realizzato un impianto di aria calda e fredda per il reparto di degenza degli animali operati.
L’elezione a Presidente di Danilo Roda alle votazioni per il nuovo Consiglio Direttivo, del 2000 prima e del 2005 poi, hanno dato una svolta decisiva alla nostra Sezione, che consolida la sua struttura e la sua connotazione di vero punto di riferimento per la difesa dei diritti degli animali di compagnia di tutta la Zona Intemelia.

Fiore all’occhiello della nostra Sezione, oltre alla convenzione con ben 18 Comuni della Zona Intemelia, è la creazione di un Servizio di Pronto Soccorso Veterinario 24h/24 realizzato, in accordo con il Servizio 118 dell’ASL, con l’adesione di alcuni Studi Veterinari privati che, alternandosi in turni settimanali NON-STOP, garantiscono le cure a cani e gatti, sia randagi che privati: (vedi: Lista dei Nostri Veterinari) 
La nostra attività è sempre più intensa.

Oltre alla cura attenta all’ottimizzazione del Rifugio di via Peglia, compatibilmente con lo spazio a disposizione, ci stiamo distinguendo sul piano della prevenzione e della difesa degli animali.

Il fenomeno del randagismo è diventata una piaga dilagante, determinando ogni anno una sensibile sproporzione tra i cani ricoverati e quelli adottati.

L’approvazione, nel 2004, della Legge n. 189/2004 contro il maltrattamento degli animali, (Vedi: Normative a tutela del cane), ha dato alle Associazioni Animaliste un ulteriore strumento, che – per quanto riguarda la nostra Sezione - ha determinato la necessità di una maggior professionalità. Nel Febbraio 2004 vediamo così la nascita del Gruppo Guardie Zoofile Volontarie della Lega del Cane - Sez. di Ventimiglia,  nominate dalla Prefettura di Imperia.

Una delle nostre priorità è quella di far recepire alle Istituzioni che, oltre all’ elargizione dei contributi necessari al mantenimento dei Rifugi, hanno l’obbligo di supportare tutte le nostre iniziative di sensibilizzazione e di prevenzione, quali l'applicazione del 'microchip' e la sterilizzazione, nonchè l’obbligo di attivarsi personalmente in operazioni atte a frenare e punire il malcostume dell’abbandono e del maltrattamento, degli Animali.

Ciononostante, la nostra Associazione incontra grosse difficoltà nell’ottenere, soprattutto dai Comuni, regolari pagamenti dei contributi dovuti, tanto che siamo spesso obbligati a rivolgerci alla generosità dei Soci e di Persone amanti degli animali (clicca Aiutaci ad Aiutare). 

                                       ........ la nostra Sezione ha ancora una lunga strada da percorrere..........!