Testo Unificato

MODIFICHE ALLA LEGGE 14 AGOSTO 1991 N. 281 

 

Art.1 

(Principi e finalità

1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, proteggendone la salute e il benessere e rispettando le loro caratteristiche biologiche ed etologiche. 

2.  Ai fini di cui al comma 1, la presente legge reca norme per la tutela della salute e del benessere degli animali d’affezione, per favorire la loro convivenza con gli esseri umani, per garantire il rispetto delle esigenze sanitarie ed ambientali, per promuovere la diffusione della cultura del possesso responsabile e per disciplinare il controllo delle popolazioni di animali, nonché per la prevenzione e la lotta al randagismo.  

 

Art. 2. 

  (Definizioni

1. Ai sensi della presente legge si definiscono:  

a) animale d’affezione: ogni animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo, per compagnia o affezione, senza fini produttivi od alimentari, compresi gli animali che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali per la pet therapy e per la riabilitazione; 

b)  responsabile di un animale d’affezione: il proprietario o il detentore;

c) attività economiche con animali d’affezione: qualsiasi attività di natura economica o commerciale, quale la gestione di pensioni per animali, di negozi di vendita di animali, l’attività di toelettatura, l’attività di educazione e di addestramento di cani, l’attività di allevamento e cessione a titolo oneroso di uno o più animali d’affezione; 

d)  allevamento di cani e gatti: la detenzione di cani e gatti, anche a fini commerciali, in numero pari o superiore a cinque fattrici o 30 cuccioli per anno;

e) cane randagio: cane vagante sul territorio, non identificato o non iscritto in anagrafe canina e comunque non riferibile ad un proprietario;

f) associazioni riconosciute: associazioni riconosciute in conformità alla legge 11 agosto 1991, n. 266, Onlus o Enti morali aventi come finalità la protezione degli animali; 

g) servizio veterinario ufficiale: il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio;

h) canile e gattile sanitario: struttura sanitaria pubblica finalizzata alla custodia temporanea di cani e gatti randagi  recuperati o soccorsi sul territorio;

i)  rifugio: struttura pubblica o privata, ivi compresi i parchi canili e gattili, dedicata alla custodia di cani e gatti con la finalità prioritaria dell’adozione;

j)  anagrafe degli animali d’affezione: la registrazione degli identificativi elettronici e dei tatuaggi ancora presenti,  dei dati anagrafici dell’animale e di quelli del suo responsabile in un sistema informatizzato;

k) colonia felina: gruppo di gatti che vive abitualmente in un determinato territorio, da cui non può essere allontanato in modo permanente, posto sotto la tutela del comune ed accudito da associazioni riconosciute o da privati cittadini in base a specifici progetti; 

l) organizzazioni veterinarie: società scientifiche veterinarie e associazioni professionali veterinarie rappresentative, di livello nazionale e dotate di articolazione regionale. 

 

Art. 3 

(Doveri e compiti del responsabile di animali d’affezione) 

 

1. Il responsabile di un cane e quello dei gatti deve provvedere a far identificare l’animale mediante l’applicazione del microchip e a farlo registrare nell’anagrafe degli animali d’affezione, entro il secondo mese di vita, nei modi indicati al successivo art.4, comma 1. 

2. Il responsabile di un animale d’affezione è tenuto a garantire la salute e il benessere ed il controllo dell’animale. 

3. Il responsabile di un animale d’affezione, ai fini della prevenzione del randagismo e dei danni o lesioni a persone, animali o cose deve adottare le seguenti misure: 

a) acquisire un animale d’affezione assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; 

b) affidare l’animale d’affezione a persone in grado di gestirlo; 

c) provvedere alla sua cura garantendo un adeguato riparo dalle intemperie e a fornirgli adeguate cure sanitarie, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici; 

d) controllare l’attività riproduttiva del proprio animale in maniera consapevole, garantendo eventualmente il benessere dei riproduttori e della cucciolata.

Il responsabile di un cane deve inoltre adottare le seguenti misure: 

a) utilizzare sempre il guinzaglio, ad una misura non superiore ad un metro e cinquanta, durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni;  

b)  portare con sé una museruola, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti; 

c)  assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive; 

d)  in caso di manifestazioni di un comportamento pericoloso per l’incolumità delle persone e degli altri cani consultare un medico veterinario riconosciuto esperto in medicina veterinaria comportamentale, secondo i parametri fissati dalla Federazione nazionale degli ordini dei veterinari;  

e)  adottare ogni possibile precauzione per prevenire l’aggressione di persone od animali e impedirne la fuga; 

f)  prevenire con la sterilizzazione la nascita di cuccioli ai quali non si possa garantire quanto previsto al comma 3, lettera c);  

g) controllare lo stato di salute dell’animale e garantirgli adeguati interventi di prevenzione e assistenza medico veterinaria; 

h) raccogliere le feci del cane in ambito urbano e avere con sé sacchetti o altri strumenti idonei alla raccolta delle stesse. 

5. Le disposizioni di cui al comma 4, lettere a), b) e h) del presente articolo non si applicano ai cani addestrati a sostegno delle persone diversamente abili e ai cani in dotazione alle Forze armate, di Polizia, di Protezione civile e dei Vigili del Fuoco, ai cani a guardia e a conduzione delle greggi e ad altre tipologie di cani individuate con proprio atto dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dai Comuni. 

6. E’ vietato allontanare i cuccioli di cane dalla madre prima dei 2 mesi di vita, fatta eccezione nel caso di decesso della madre o in caso pericolo per la salute dei cuccioli o della madre, certificati da un medico veterinario. 

7. E' vietata la vendita di cani di età inferiore ai due mesi, nonché di cani e gatti non identificati e registrati in conformità alla presente legge.  

8. Il responsabile che ha la titolarità di un animale d’affezione, iscritto all’anagrafe, in caso di cessione, deve darne comunicazione al servizio veterinario ufficiale, fornendone copia al nuovo responsabile. Chi riceve l’animale deve ottemperare alla registrazione prevista al comma 1, entro il termine di 15 giorni.  

9. In caso di smarrimento di un animale d’affezione il responsabile è tenuto, entro il termine di 3 giorni, a darne comunicazione scritta al servizio veterinario ufficiale fornendo tutti i dati utili per il ritrovamento. 

 

 Art. 4 

(Gestione anagrafe degli animali d’affezione) 

 

1. I cani e i gatti detenuti a scopo di commercio, e i gatti appartenenti alle colonie feline, devono essere identificati in maniera univoca mediante inoculazione sottocutanea di un microchip e contestualmente iscritti nell’anagrafe. 

2. L'adempimento di cui al comma 1 del presente articolo, quale atto medico veterinario,deve essere effettuato dal servizio veterinario ufficiale o dai veterinari libero professionisti che hanno fatto richiesta di accesso diretto all'anagrafe regionale, secondo le modalità predefinite dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. 

3. Il veterinario ufficiale o libero professionista che provvede all'applicazione del microchip rilascia un certificato di iscrizione in anagrafe canina e felina che accompagna l’animale in tutti i trasferimenti di proprietà.

 4. I veterinari liberi professionisti, nell’espletamento della loro attività professionale, devono verificare la presenza dell’identificativo con l’apposito lettore e, nel caso di mancanza o di illeggibilità dello stesso, devono informare il responsabile dell’animale degli obblighi di legge. 

 5. I veterinari liberi professionisti autorizzati all’accesso diretto alla banca dati dell’anagrafe regionale per l’inserimento dei dati hanno facoltà di consultazione di tutte le banche dati regionali. 

6. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano devono assicurare la confluenza dei dati delle anagrafi regionali nella banca dati dell’anagrafe nazionale presso il Ministero della salute. 

 

Art. 5 

(Soccorso di animali) 

 

1.Chiunque rinvenga animali d’affezione feriti è tenuto a darne segnalazione ai servizi veterinari ufficiali ovvero, tramite apposite convenzioni con i medici veterinari liberi professionisti con oneri a carico del Comune, al fine di consentirne il soccorso.  

2. Nel caso di animale ferito riconducibile ad un responsabile le spese del soccorso sono a carico di quest’ultimo. 

3. L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. 

 

Art. 6 

(Decesso ed eutanasia) 

1.  Il responsabile dell’animale d’affezione, in caso di decesso dell’animale, è tenuto a segnalarlo al servizio veterinario ufficiale, anche tramite il veterinario libero professionista che ha accesso all’anagrafe, ai fini della cancellazione dall’anagrafe canina. 

2.  Gli animali d’affezione, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive modificazioni, possono essere soppressi solamente da un medico veterinario, con farmaci ad azione eutanasica, previa anestesia profonda nei casi di: 

a) animale gravemente malato e sofferente con prognosi infausta certificata da un medico veterinario; 

b) cane dichiarato a rischio elevato per l’incolumità pubblica previa certificazione emessa dal medico veterinario, responsabile del servizio veterinario, presso il quale vengono effettuate l’osservazione e la valutazione comportamentale. Il certificato deve riportare tutte le fasi di valutazione del cane e la diagnosi conclusiva che attesti la necessità di tale decisione. 

  

Art. 7 

(Attività di prevenzione e controllo) 

1. Con decreto del Ministro della salute è istituita, presso la Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario, la Commissione nazionale per la prevenzione delle morsicature con il compito di valutare gli episodi gravi di morsicatura e i dati riguardanti tutte le morsicature. 

2.  La Commissione di cui al comma 1 è composta da almeno un medico veterinario designato dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, da un medico veterinario designato dagli Istituti zooprofilattici sperimentali, un medico veterinario comportamentalista designato dalla Federazione nazionale degli ordini veterinari italiani, uno specialista in epidemiologia, un medico veterinario in rappresentanza delle organizzazioni veterinarie definite all’articolo 2, lettera l); 

3. Le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e le aziende sanitarie locali, nell’esercizio delle rispettive competenze, garantiscono la prevenzione ed il controllo delle morsicature e trasmettono i relativi dati alla Commissione nazionale di cui al comma 1. 

 

Art. 8 

(Formazione) 

 

1.  Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano attivano corsi di formazione per i medici veterinari del servizio sanitario nazionale in materia di valutazione dei cani morsicatori al fine di stabilire il livello di rischio degli stessi per l’incolumità delle persone e degli altri animali; 

2.  I criteri e i parametri per la valutazione e classificazione del rischio dei cani morsicatori sono indicati con decreto del Ministero della salute, da emanarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge. 

3.  Le aziende sanitarie locali provvedono alla formazione dei veterinari ufficiali in materia di comportamento canino. 

  

Art. 9 

(Percorso di valutazione e intervento terapeutico comportamentale)  

1. Fatte salve le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954 n. 320, le morsicature e le aggressioni di cani devono essere segnalate al servizio veterinario ufficiale. 

2.  Il servizio veterinario ufficiale sottopone a controllo i cani responsabili di morsicature o aggressioni e, nel caso di rilevazione di rischio elevato, in base alla gravità delle lesioni o dei danni provocati a persone, animali o cose, definisce le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale avvalendosi di medici veterinari esperti in comportamento animale, con spese a carico del responsabile dell’animale. 

3.  Il servizio veterinario ufficiale, al termine dell’intervento terapeutico comportamentale e delle relative risultanze, conferma, revoca o modifica le prescrizioni inizialmente impartite.  

4. Il sindaco, qualora il servizio veterinario ufficiale accerti l’incapacità di gestione del cane da parte del responsabile, adotta un provvedimento di sequestro. 

5. Il responsabile dell’animale ha la facoltà di rinunciare temporaneamente a scopo terapeutico alla custodia del cane dichiarato a rischio elevato ed è obbligato a sostenere le spese di mantenimento e dell’intervento terapeutico comportamentale, sino al momento di un’eventuale trasferimento di proprietà. 

6. Il responsabile di un cane che viene dichiarato a rischio elevato, può rinunciare alla proprietà dell’animale che viene affidato ad apposite strutture gestite da associazioni riconosciute che garantiscano l’incolumità a persone, altri animali e le condizioni di benessere e recupero del soggetto. 

7. I servizi veterinari ufficiali devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati a rischio elevato. 

8.  Le precisioni del presente articolo sono da applicarsi anche ai cani randagi.    

 

Art. 10 

(Canili e gattili sanitari

1.  I canili e gattili sanitari così come definiti dall’art. 2, comma 1, lettera h) devono provvedere, prima dell’eventuale affidamento o trasferimento degli animali a: 

a)    le cure e le terapie necessarie, ivi inclusi eventuali interventi chirurgici;